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Nuove alleanze famiglia lavoro

Con questo titolo sono intervenuta, in rappresentanza del Forum nazionale delle Associazioni familiari, alla Prima Conferenza Regionale per la Famiglia, che si è tenuta a Senigallia sabato 8 febbraio 2020.

Spesso ci si riferisce a questo argomento utilizzando i termini "Conciliazione famiglia-lavoro", ma il vocabolo italiano di conciliazione, termine preso a prestito dal diritto, indica il processo attraverso il quale le parti raggiungono un accomodamento, si mettono d'accordo, quasi come se i due ambiti famiglia e lavoro fossero due identità ben separate tra loro.

Effettivamente le storie che sentiamo spesso raccontare dalle nostre famiglie ci parlano di persone, nella maggior parte donne, che di fronte ad una gravidanza, un figlio da seguire in modo particolare o in presenza di genitori anziani, devono prendere una decisione drastica.

Al contrario, nella lingua anglosassone si parla di work-life balance, cioè di equilibrio vita - lavoro, un termine che secondo me rappresenta meglio l'obiettivo che vorremmo raggiungere.

Nel nostro caso, mi vien da dire, c'è poco da accordarsi. Qui c'è proprio bisogno di un cambio vero e reale, cioè è necessaria una svolta culturale. Non lo penso solo io. Infatti in questo periodo ne ho trovato riscontro in nuovi studi ed articoli che sostengono con forza questo pensiero.

C'è necessità di muovere verso un cambio di prospettiva che consideri la famiglia come un corpo unico che vive e attraversa fasi e transizioni abbastanza definite e conosciute; e non come la somma degli individui che la compongono - cosa che, mi duole constatare, si ripete in continuazione, basti leggere l'ultima legge di bilancio - solo perché sono naturalmente più facili da trattare.

Detto in altro modo c'è necessità di politiche di sistema che considerino la famiglia nel suo insieme e non guardino solo alle esigenze dei singoli componenti.

Nel dossier tecnico "female (un)employment and work life balance" uscito nel novembre 2018 e commissionato dal network tematico sull'occupazione e cura della Commissione Europea Lavoro, Affari Sociali ed Inclusione si legge che "l'equilibrio tra lavoro e vita familiare deve essere esso stesso un obiettivo e non essere visto come una modalità per sostenere e supportare l'impegno delle donne", cioè "l'obiettivo dovrebbe essere strutturale e portare un cambio culturale nell'organizzazione del lavoro" proprio perché "non esistono lavoratori ideali, privi di responsabilità se non quelle del lavoro, in particolar modo in quei settori a prevalenza maschile ..."

Belle parole. Ma, come si fa?

Se prendiamo in considerazione l'aspetto culturale, a cui il Forum crede molto, e andiamo a ritroso anche di una decina di anni non facciamo fatica a trovare più di un dossier che studia e prova a portare un contributo pratico in questo che è un ambito di politiche promozionali rispetto alla famiglia.

Perciò sulla scia di una iniziativa che il Forum del Lazio realizza già da alcuni anni, il Forum Nazionale intende da quest'anno rivolgersi alle aziende italiane che sembrano aver compreso sempre più e prima di altri la necessità di poter contare su personale motivato, su padri e madri che sappiano portare all'azienda quel valore aggiunto che viene anche dall'esperienza della maternità e della paternità.

Avere dei figli stimola le capacità genitoriali, favorisce il dialogo, l'organizzazione, il rispetto dei tempi, la capacità di decisione; richiede ai genitori di intraprendere percorsi di formazione, sviluppa le capacità relazionali. Sono tutte competenze, le cosi dette soft skills, che tanto vengono richieste oggi nel mercato del lavoro.

Concretamente, grazie alla collaborazione con l'agenzia Nagency, è in fase di definizione un bando, il Premio Aziende Family Friendly 2020 (giunto alla 5a edizione), teso a far conoscere e valorizzare le esperienze di armonizzazione famiglia-lavoro già presenti in Italia, con l'obiettivo di sensibilizzare circa le opportunità in termini di miglior produttività, team-working e redditività che derivano dall'adozione di iniziative "work-life balance".

È una gratificazione importante, non solo simbolica, perché si vuol dare risalto a quelle aziende che attraverso l'adozione di misure di conciliazione si impegnano a garantire ai propri dipendenti e lavoratori (uomini e donne) la serenità necessaria ad affrontare la vita familiare.

Il Forum ha particolarmente a cuore questo progetto in quanto crediamo che una miglior qualità dei rapporti lavorativi e dei tempi di lavoro abbia effetti positivi su tutti i componenti del nucleo famigliare, con evidenti riflessi e ricadute in termini di minor costi sociali, su tutta la comunità.

Crediamo anche che attraverso queste iniziative si possa dare il giusto valore e riconoscimento a quegli aspetti fondanti la persona, come pure al legittimo desiderio di maternità e futuro delle giovani coppie.

La partecipazione al concorso è gratuita ed è aperta a tutte le tipologie di aziende purché abbiano una sede operativa in Italia, identificate in 3 macro categorie:
- Imprese (piccole/medie, grandi imprese e multinazionali)
- Pubblica amministrazione: Enti locali, Asl/ulss, Aziende ospedaliere, Asp, Aziende speciali
- Organizzazioni no profit (ODV, APS, Cooperative sociali, Fondazioni di diritto, ONG, Università, Enti religiosi

Sarà presto aggiornato il sito www.AziendeFamilyFriendly.it a cui sarà possibile accedere per procedere alla candidatura.
Saranno considerate valide le candidature pervenute entro il 1 Ottobre 2020 e, dopo che le aziende saranno state contattate e valutati i loro progetti, si terrà a Roma il 27.11.2020 un evento di premiazione.

Vi invitiamo a restare in contatto con il sito del Forum o la sua segreteria che vi potranno presto dare tutte le informazioni per la partecipazione.

Stefania Ridolfi - Afi Verona

Componente del Consiglio Direttivo del Forum nazionale delle Associazioni familiari

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